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Renault-Nissan si fonderanno? i francesi smentiscono, i giapponesi dicono no

22 Jan 2019

Tokyo -  A due mesi dal clamoroso arresto a Tokyo di Carlos Ghosn, il supermanager che vent'anni fa riprese in mano Nissan per conto di Renault, per poi diventare l'uomo forte di entrambe le case automobilistiche,  continuano le trattative serrate (piu' o meno esplicite) tra Francia e Giappone per salvare il salvabile e preservare il matrimonio Renault-Nissan. Ieri due media nipponici, in genere affidabili, hanno rivelato che emissari governativi francesi hanno chiesto ai vertici del gruppo giapponese di concretizzare un progetto definitivo di fusione, che però sarebbe stato rinviato al mittente. A smentire, comunque, è intervenuto direttamente il ministro dell' Economia, Bruno Le Maire: “La fusione non è un argomento sul tavolo delle trattative, sul tavolo c'è invece la governance di Renault”. Giovedì scorso Martin Vial, direttore di un organismo pubblico, l'Ape (Associazione delle partecipazioni di Stato), ed Emmanuel Moulin, alla guida del gabinetto di Le Maire, hanno incontrato i vertici di Nissan a Tokyo. E lì, secondo il quotidiano economico Nikkei, avrebbero evocato lo scenario di una fusione, che, a quanto riporta l'agenzia di stampa Kyodo, sarebbe l'opzione preferita da Emmanuel Macron. Ma per il Nikkei, i dirigenti di Nissan si sarebbero detti contrari a tale eventualità. Da sottolineare: proprio Ghosn da mesi stava lavorando a una fusione definitiva dei due gruppi, che avrebbe tradotto una volta per tutte nella nuova entità gli attuali rapporti di forza, a favore dei francesi. È risaputo che i giapponesi, per lo stesso motivo, non fossero d' accordo: dai tempi in cui Ghosn riuscì a salvare Nissan da un probabile fallimento, diventando una sorta di eroe nazionale, l' azienda giapponese si è risollevata e nel 2017 ha commercializzato 5,81 milioni di vetture contro i 3,76 di Renault. Sembra che proprio Nissan avrebbe pilotato l'emergere delle frodi fiscali e dei raggiri finanziari, di cui è accusato Ghosn, per costringere i francesi a rinunciare alla fusione o almeno a rivederla con condizioni più vantaggiose. Ieri Le Maire a cercato di gettare acqua sul fuoco. La fusione non sarebbe «sul tavolo» del negoziato in corso fra Parigi e Tokyo. La questione, comunque, prima o poi dovrà essere affrontata. Le Maire ha invece invocato «una governance solida e stabile» per Renault, che è necessaria per gestire questa fase delicatissima. Insomma, Ghosn, per il momento messo da parte come presidente di Renaut solo temporaneamente, deve essere silurato in maniera definitiva nei prossimi giorni. Il Consiglio d' amministrazione del gruppo dovrebbe riunirsi a breve. Fra i favoriti per sostituire l'ex uomo forte, ci sono Jean-Dominique Sénart, ora alla guida di Michelin (ma in scadenza a maggio), e Didier Leroy, numero due di Toyota, manager francese che conosce molto bene il Giappone.

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